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La malattia parodontale è una condizione cronica, distruttiva e infiammatoria del cavo orale che interessa gran parte della popolazione adulta, è una delle principali cause di perdita degli elementi dentali ed è caratterizzata da un’infezione cronica associata a batteri gram-negativi anaerobici siti nel biofilm dentale.

Conduce alla distruzione irreversibile dei tessuti di sostegno dei denti ed è clinicamente rilevabile con la presenza di tasche parodontali e perdita dell’osso alveolare.

Poiché la periodontite è spesso causa di batteriemia, diversi studi dimostrano la relazione tra parodontite e malattie sistemiche.

Batteri parodontopatogeni sono stati rilevati nelle valvole cardiache e in casi di aneurisma aortico; di conseguenza, l’ infezione parodontale può anche influenzare la progressione della malattia cardiovascolare (CVD).

Un’interessante ricerca discute il coinvolgimento dello stress ossidativo causato dai batteri parodontali nello sviluppo dell’aterosclerosi in cui si evidenzia la presenza dei caratteristici accumuli di colesterolo detti ateromi.

Alcune ricerche concordano sulla possibilità di prevenire l’aterosclerosi con l’assunzione di catechina, che ha effetti sia antiossidanti che antinfiammatori.

La catechina è un potente polifenolo antiossidante, contenuta in alcuni prodotti naturali in particolare nel tè verde.

Le ricerche descrivono come i batteri che parodonto patogeni possono danneggiare il tessuto direttamente attraverso prodotti tossici nocivi che inducono la morte cellulare e la necrosi del tessuto circostante, inoltre inducono un danno indiretto attraverso l’attivazione di cellule infiammatorie che producono citochine infiammatorie.

Tuttavia, molti prodotti microbici hanno poco o nessun effetto tossico diretto. Possiedono viceversa elevato potenziale indiretto inducendo reazioni infiammatorie che causano danni ai tessuti.

Durante il corso dell’infiammazione in risposta alle specie batteriche presenti, i fibroblasti gengivali producono interleukin-1 (il-1), IL-6, IL-8, un fattore di necrosi tumorale (TNF-α) e fattore di crescita trasformante beta (TGF-β).

Inoltre, la risposta infiammatoria stimola l’attività osteoclastica, che degrada l’osso alveolare di sostegno dei denti nella zona infetta.

Lo stress ossidativo gioca un ruolo centrale nel tessuto parodontale e nella distruzione dell’osso alveolare. Infatti, un recente studio clinico ha indicato che un aumento nei livelli del plasma di metaboliti ossigeno reattivi (ROM).

Questo aumento di metaboliti era presente a livelli elevati nei pazienti affetti da malattia parodontale mentre risultava basso in pazienti sani.

Sebbene la secrezione di citochine infiammatorienei siti parodontali è inizialmente protettiva ed è mirata all’eliminazione dei batteri patogeni, la eccessiva produzione di citochine proinfiammatorie viceversa è correlata alla distruzione parodontale, con perdita di attacco parodontale e riassorbimento dell’osso alveolare.

La concentrazione di citochina nel fluido crevicolare gengivale (GCF) e nella saliva è più alta in pazienti con malattia parodontale rispetto a soggetti sani e diminuisce dopo il trattamento parodontale.

Una correlazione positiva tra consumo di tè verde e la salute cardiovascolare è stata stabilita da diversi studi.

Le catechine esercitano effetti protettivi vascolari attraverso molteplici meccanismi, come antinfiammatori, antiossidanti, antipertensivi, azione anti-trombogenetica e inoltre favoriscono la solubilità dei lipidi, diminuendo di fatto la formazione delle placche ateromasiche e sono efficaci nella protezione vascolare con miglioramento della funzione endoteliale.

Le catechine per eseguire attività antiossidante contro i radicali liberi, inibiscono gli enzimi pro-ossidanti e sono inoltre efficaci nell’attenuazione della biosintesi lipidica tramite modulazione dii enzimi pertinenti e regolazione dell’assorbimento intestinale dei lipidi, migliorando di fatto i lipidi ematici.

Questi effetti sono fondamentali nell’influenzare la progressione delle lesioni aterosclerotiche e miglioramento delle malattie cardiovascolari.

Questi risultati confermano il ruolo della perossidazione lipidica come perno centrale tra malattia parodontale ed aterosclerosi.

Questi studi possono essere un punto di partenza per ulteriori ricerche sull’efficienza di diversi prodotti contenenti antiossidanti naturali, da usare nelle pratiche di igiene orale, al fine di diminuire lo stress ossidativo presente nella patologia infiammatoria locale, tipica delle parodontiti, e quindi favorendo la protezione verso l’avanzamento progressivo della malattia parodontale.

 

Full text disponibile 

Periodontal Disease-Induced Atherosclerosis and Oxidative Stress Antioxidants (Basel). 2015 Sep; 4(3): 577–590. Published online 2015 Sep 2. Tomoko Kurita-Ochiai,1,* Ru Jia,2 Yu Cai,3 Yohei Yamaguchi,4 and Masafumi Yamamoto1