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Alitosi: Diagnosi e management di una patologia psicosociale.

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Alitosi: diagnosi e management di una patologia psicosociale.

L’alitosi è un odore proveniente dalla cavità orale, che porta ad ansia e imbarazzo psicosociale.
Un paziente con alitosi tende principalmente a contattare un medico di base per l’ assistenza primaria, per la diagnosi e la gestione. In realtà sarebbe necessario un approccio interdisciplinare per una diagnosi corretta, l’ identificazione dell’eziologia e le relative terapie.
I professionisti del cavo orale svolgono un ruolo di prima linea nel presidio di questa patologia. La letteratura sull’alitosi, soprattutto con studi clinici randomizzati, è limitata e sono necessari ulteriori studi. L’articolo oggetto della revisione si concentra sullo sviluppo di un metodo sistematico al fine di gestire al meglio il paziente nel nostro ruolo di assistenza primaria.
L’alitosi, anche nota comunemente come “alito cattivo”, è la preoccupazione di molti pazienti che cercano aiuto nei professionisti del distretto orale. Gli operatori sanitari per anni hanno trascurato il soggetto affetto maleodore orale, ma recentemente, l’interesse dei media per l’alitosi ci sta rendendo sempre più consapevoli della preoccupazione del paziente di fronte a questa imbarazzante patologia.
La ricerca epidemiologica sull’alitosi è inadeguata, poiché è ancora considerato un tabù e inoltre è sottovalutato il peso sociale.
I pochi studi che documentano la prevalenza di alitosi dimostrano come il fenomeno sia diffuso. Alcuni dati: l’alitosi ha una prevalenza che varia dal 50% negli U.S.A. fra 6% e 23% in Cina, uno studio recente ha rivelato una prevalenza di alitosi tra gli studenti di odontoiatria indiani dal 21,7% nei maschi al 35,3% nelle femmine. Alcuni autori ritengono concluso che c’è una maggiore correlazione tra la popolazione anziana e l’intensità dell’odore.

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Ma qual è la probabile fonte dell’alitosi ? È indispensabile per capire l’origine dell’alitosi cercarne il fattore causativo.
Le alitosi possono essere classificate in base alla provenienza come alitosi vera e alitosi di natura psicologica .
L’Alitosi vera (alito cattivo della mattina) può essere causata dal ristagno di saliva, dalla putrefazione di particelle di cibo intrappolate nei denti, nelle protesi, dall’accumulo di batteri sul dorso della lingua, riconosciuta clinicamente come lingua patinata.
Le condizioni intraorali sono la causa dell’80-85% dei casi di alitosi. Le infezioni parodontai infezioni sono caratterizzate da un enorme aumento di batteri Gram negativi che producono composti solforati volatili (VSC). L’associazione tra batteri anaerobici che produce i VSC e alitosi è stata ben documentata. I più importanti VSC sono l’idrogeno solforato (H2S), il metil mercaptano e il dimetil solfuro. Il dorso della lingua è il più grande serbatoio di batteri come fonte di gas maleodoranti. Pericoroniti, ulcere orali, ascessi parodontali e la gengivite erpetica sono alcune delle patologie che si traducono in una maggiore concentrazione di VSC.
Diammine come la putrescina e la cadaverina sono anche responsabili di cattivo odore orale così come con l’aumento delle profondità delle tasche parodontali.
Infezioni odontogene, ritenzione di residui di cibo in lesioni cariose profonde e ampie aree interdentali, denti con restauri difettosi, portare delle protesi acriliche di notte, infezione di ferite post estrazione, sono altre cause di alitosi.
L’assenza di saliva o la sua diminuzione si traduce in un aumento Gram negative con aumento dei VSC. Diverse lesioni delle mucose come sifilide, tubercolosi, stomatite, neoplasie intraorali e peri implantiti permettono la colonizzazione dei microrganismi che rilasciano una grande quantità sostanze che inducono alitosi in particolare mattutina.
Oltre alle cause intra-orali esistono poi tutta una serie di condizioni sistemiche associate all’alitosi ed è estremamente importante associarle al respiro notturno in quanto possono essere spie di patologie come il diabete.
Vi sono anche cause transitorie che possono verificarsi dopo l’assunzione di aglio, cipolla, condimenti, sottaceti, ravanelli, spezie e consumo di tabacco, noce di betel e alcool.

Ma che cos’è l’alitosi immaginaria o delirante ? l’alitosi delirante (monosintomatica ipocondriaca; alitosi immaginaria) è una condizione in cui un soggetto ritiene che il suo odore è offensivo ed è una causa di fastidio sociale. Tuttavia, nessun clinico né qualsiasi altro famigliare può confermare la sua esistenza. Questa condizione scarsamente documentata, è stata recentemente aggiunta alle cause di alitosi sotto la classificazione di varie all’interno dei “disturbi psicosomatici relativi”

Come viene diagnosticata e valutata l’alitosi ? in genere il paziente lamenta tale condizione. Informazioni sulla dieta e sulle abitudini del paziente confermano la base oggettiva della denuncia. La valutazione dell’ alitosi dovrebbe essere registrata discretamente e in modo intermittente. Domande quali: frequenza, durata, tempo di comparsa, se gli altri hanno identificato il problema (permette di escludere l’alitosi immaginaria ), lista di farmaci assunti, abitudini (fumo, consumo di alcol) e altri sintomi (scarico nasale, anosmia, tosse, febbre e perdita di peso) devono essere accuratamente registrati.

Come si gestisce l’alitosi? Si deve tenere presente che il paziente che soffre di alitosi è una persona in cerca di aiuto, spesso ansioso e sospettoso di fronte a qualsiasi trattamento, a causa delle cattive esperienze precedenti utilizzando approcci tradizionali. Una diagnosi accurata dell’alitosi deve essere conseguita per gestirlo efficacemente. I metodi disponibili possono essere divisi in una riduzione meccanica dei microrganismi, riduzione chimica dei microrganismi, utilizzo di prodotti mirati alla neutralizzazione chimica dei VSC. La visita intraorale deve essere mirata alla presenza di malattia parodontale, denti cariati, protesi incongrue. L’esame orale inteso come approccio di medicina orale con la valutazione a 360 gradi del cavo orale è fondamentale per la valutazione dei meccanismi di supporto alla patologia.
I trattamenti si basano sulla riduzione dei livelli di VSC. In una recente revisione sistematica, l’uso di una gomma da masticare sugar free, la detersione della lingua o l’uso di dentifricio contenente zinco hanno dato risultati clinicamente significativi per la gestione dell’alitosi orale.

Conclusione: le alitosi sono da considerare come fattori estremamente sgradevoli nelle interazioni socio-culturali e possono avere a lungo termine ripercussioni sulle relazioni psicosociali. Con la corretta diagnosi, con l’identificazione dell’eziologia, si possono adottare misure per creare un approccio terapeutico di successo e individualizzato per ogni paziente in cerca di assistenza. È significativo sottolineare la necessità di un metodo interdisciplinare per il trattamento dell’alitosi .
La letteratura su alitosi, soprattutto con studi clinici randomizzati è limitata e sono necessari ulteriori studi. Poiché le alitosi sono un reclamo comune riconoscibile tra la popolazione, il clinico di assistenza sanitaria primaria dovrebbe essere pronto a diagnosticare, classificare e gestire i pazienti che soffrono di questo stato socialmente debilitante.

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