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Il ruolo dei probiotici nelle patologie orali

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 Il ruolo dei probiotici nelle patologie orali.foto

 Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i probiotici sono “Microrganismi vivi che, quando somministrati in adeguate quantità, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite”. In diversi studi è stato dimostrato come la somministrazione di probiotici possa migliorare la salute del cavo orale.

I probiotici possono migliorare la condizione del paziente in ambito medico nei disturbi come diarrea, gastroenterite, malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e colite ulcerosa), cancro, inadeguata lattasi digestione, allergie pediatriche, iperlipidemia, malattie del fegato, infezioni da Helicobacter pylori, infezioni genito-urinarie.

Il controllo delle parodontopatie, può diventare strategico per la prevenzione di malattie sistemiche ad esse correlate: processi di aterosclerosi (Epstein; Beck), cerebropatie vascolari (Beck; Loesche; Syrjanen), patologie cardiache (Andriankaja; Beck; Benekar; Dietrich; Meurman; Montebugnoli; Oe; Person; Renvert), gravidanze pretermine e basso peso del neonato (Dasanayake).

Numerose sono le variabili che possono influenzare la permanenza nella cavità orale di nuovi ceppi batterici.

Innanzi tutto va considerato che la composizione della flora batterica della bocca tende a rimanere stabile nel tempo. Nella saliva, ad esempio, la composizione del microbioma nei singoli individui è risultata costante ai controlli periodici condotti in un arco di 7 anni ( Rasiah 2005). Bisogna tuttavia tener conto che la bocca non rappresenta per i batteri un ambiente uniforme, ciò ha indotto a creare nello NIH Human Microbiome Project ( HMP) un data base che contemplasse almeno nove nicchie biologiche che si sono rivelate con caratteristiche peculiari per la composizione batterica: mucosa della bocca, palato duro, gengiva cheratinizzata, tonsille palatine, placca sopra e sotto gengivale, saliva, gola, dorso della lingua.( Zhou, 2013)

Nonostante i vari programmi di prevenzione messi in atto negli ultimi decenni, la carie dentale resta una delle malattie mondiali più diffuse sia nei bambini che negli adulti.

Fra le molte specie batteriche presenti nella saliva, lo streptococco mutans (SM) è considerato universalmente come il più importante patogeno per lo sviluppo iniziale della carie, mentre i Lactobacillus sembrano avere un ruolo importante nella progressione della carie stessa.

Le principali caratteristiche di virulenza dello Streptococco Mutans sono acidogenicità, sopravvivenza in ambiente acido, la capacità di formazione di biofilm e di aderenza al dente.

In una recente revisione sistematica, diversi studi clinici hanno dimostrato la capacità dei probiotici di ridurre la concentrazione dello streptococco mutans, ma si è anche notato che l’effetto è di breve durata.

CONCLUSIONI

Da questa analisi della letteratura, si può affermare che gli effetti dei probiotici suggeriti nella cavità orale possono essere suddivisi in tre gruppi:

  • modulazione della risposta infiammatoria del cavo orale
  • effetti diretti contro i batteri patogeni
  • effetti indiretti contro i batteri patogeni

La maggior parte dei ceppi utilizzati negli studi appartengono ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium.

I Probiotici per la salute orale sono comunque un promettente nuovo campo di ricerca.

I risultati sono incoraggianti, ma ulteriori ricerche sono necessaria per dimostrare gli effetti apparenti di alcuni ceppi probiotici sulla salute orale e la loro necessaria concentrazione e il metodo di assunzione. Tuttavia, i probiotici sono sempre più disponibili in commercio.

È quindi importante che un odontoiatra sia informato sui loro effetti benefici, per poter consigliare, nel modo più corretto, quali probiotici assumere in che concentrazione e per quanto tempo. Ricordando sempre che gli effetti sono limitati nel tempo e dose-dipendente.

Full Text disponibile.

Revisione letteratura Dott. Alberto Pujia