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La gravidanza negli studi odontoiatrici.

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Quando si parla di donne in stato di gravidanza negli studi odontoiatrici spesso ci si presenta come una sorta di soldati alla resa , viceversa è importante creare un team affiatato di specialisti che comprende: dentisti, igienisti dentali, medici, ginecologi e altri specialisti in grado di fondare una stretta rete di collaborazione e comunicazione tra loro e la paziente.

La gravidanza, infatti, è una delicata situazione temporanea, che porta ad una serie di cambiamenti fisici e psichici, tra cui una tendenza maggiore a gengivite e parodontite con un maggior rischio, anche se spesso enfatizzato, di carie e lesioni orali. Da qui è nata la necessità di descrivere alcune linee guida affinché vengano prese le giuste misure preventive per la paziente e il nascituro.

Tra le problematiche più comuni, delle pazienti in gravidanza, che ci troviamo ad affrontare, avremo:

–          LESIONI ORALI:

E’ ormai noto che, nel primo trimestre di gravidanza, le nausee mattutine provochino reflussi di acidi che sottopongono il cavo orale a erosioni dentali. Sono quindi vivamente consigliati risciacqui con collutori al fluoro, l’utilizzo di bicarbonato di sodio e acqua e applicazioni di “tooth mousse” (o paste rimineralizzanti similari ) per neutralizzare l’acidità provocata dalla nausee; è, invece, controindicato l’utilizzo dello spazzolino nel momento immediatamente successivo al conato.

–          CARIE:

Si documenta un innalzamento del rischio di carie in queste pazienti a causa dell’aumento del pH dovuto alle nausee, legato all’assunzione di cibi particolarmente ricchi di zuccheri e della minor attenzione alla salute orale. Se nella saliva della madre è, inoltre, presente un elevato numero di patogeni orali, vi è un forte rischio di trasmissione madre-figlio.

–          TUMORI ORALI BENIGNI:

Il granuloma piogenico, che appare come una massa liscia ed eritematosa, sembra essere una manifestazione comune, soprattutto a livello di gengiva, lingua e palato, nelle donne in gravidanza durante il secondo trimestre che si “riassorbe” col termine della gestazione.

–          MOBILITA’ DENTALE:

Nonostante l’assenza di infiammazione gengivale o parodontale, la mobilità dentale verificarsi in gravidanza per via dell’aumento di alcuni ormoni quali progesteroni ed estrogeni; la paziente ritorna, però, alle normali condizione una volta terminato portato a termine il parto.

–          GENGIVITI:

L’infiammazione superficiale del tessuto gengivale è il problema più comune nella donna incinta. Questa patologia è aggravata dall’aumento ormonale e dall’alterazione della flora orale e immunitaria ma può essere tenuta sotto controllo da una corretta igiene orale domiciliare (con spazzolino, filo interdentale e scovolino) e professionale (presentandosi regolarmente alle sedute e mediante l’irrigazione gengivale)

–          PARODONTITI:

L’infiammazione distruttiva dell’apparato parodontale, che scaturisce dall’infiltrazione batterica, affligge molte gestanti. La risposta infiammatoria cronica è stimolata dalle tossine rilasciate dai batteri anaerobi con conseguente indebolimento e distruzione di parodonto che porta alla perdita di attacco e infezione secondaria. I ricercatori hanno riscontrato la presenza di batteri orali nel liquido amniotico e nella placenta delle donne con parto pretermine e parodontite associata. La ricerca suggerisce come molto probabile che la cascata infiammatoria, secondaria alla parodontite, avvii prematuramente il processo che causa le prime contrazioni uterine. Si pensa inoltre che lo stesso meccanismo sia in grado di indurre parti sottopeso. Inotre, come affermato dalla letteratura, una cattiva alimentazione e i parti sottopeso sono fattori di rischio per la carie della prima infanzia

L’IMPORTANZA DEL COUNSELLING PRENATALE:

La prima fase di salute orale del nascituro inizia proprio con rendere consapevoli le madri dell’importanza della prevenzione delle malattie del cavo orale attraverso la profilassi, che è in grado di diminuire il numero dei batteri presenti nella cavità orale e che, di conseguenza, potrebbero essere trasmetti al feto. Oltre alla profilassi, all’applicazione del fluoro è necessario educare le pazienti circa il buon controllo della placca, la dieta e la trasmissibilità dello Streptococcus mutans e di altri patogeni dalla madre al bambino. Fondamentali sono, anche, le visite di richiamo regolari previste per garantire misure di igiene orale efficaci.

Lo specialista deve quindi collaborare per creare un’ottima compliance con le future madri infondendo loro atteggiamenti motivazionali e preventivi quali una corretta alimentazione ricca di proteine e vitamine e povera di zuccheri, una corretta tecnica di spazzolamento mediante l’uso di uno strumento a setole morbide, l’utilizzo del collutorio senza alcool, l’eliminazione del fumo di sigaretta o di altre abitudini viziate oltre alla regolare visita di check-up. Nel controllo previsto dall’odontoiatra o dall’igienista dentale è fondamentale vengano esaminate, oltre agli elementi dentali, lingua, gengiva, mucosa buccale, mucosa palatina e tessuti duri.

Non è consigliabile effettuare radiografie almeno fino al quarto mese di gravidanza, ( anche se il rischio teratogeno è di 1:1800.000 ) e far assumere alla paziente sedativi quali benzodiazepine, lorazepam e triazolam.

CONCLUSIONI

Il trattamento dentale è un aspetto importante per una buona salute orale che dovrebbe estendersi soprattutto durante la gravidanza. Durante una visita dall’odontoiatra o dall’igienista dentale è possibile l’utilizzo di raggi X, effettuare la profilassi orale, restauri, trattamenti come le estrazioni perché l’utilizzo di anestetici locali durante la gravidanza non ha effetti negativi per lo sviluppo del feto. Al contrario complicanze come un parto pretermine o sottopeso possono verificarsi in donne che non hanno seguito un trattamento odontoiatrico accurato.

Federica Colussi

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