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Il ruolo degli Herpes virus nella malattia parodontale

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La parodontite è una malattia infiammatoria multimicrobica e multifattoriale dei tessuti parodontali.

La ricerca orale sta assistendo ad una rivoluzione dal momento in cui è emerso che abitanti orali, quali i virus, potrebbero svolgere un ruolo nella transizione dallo stato di salute alla malattia parodontale.

Tra i vari virus che sono stati studiati per un possibile ruolo nella patogenesi parodontale vi sono i seguenti: herpes simplex virus-1 (HSV-1), HSV-2, citomegalovirus umano (CMV), virus di Epstein-Barr (EBV) e altri. Il ruolo dei virus sta diventando perno centrale di molte ricerche in ambito orale.

Diversi studi hanno dimostrato che HSV, CMV e EBV sono significativamente prevalenti in pazienti con periodontite cronica rispetto a pazienti sani.

È stato documentato che un singolo sito di distruzione ossea parodontale attivo può ospitare più di un milione di copie di genomi di herpesvirus. Gli Herpesvirus sono stati identificati in campioni di placca sopragengivali e sottogengivali, Nelle biopsie gengivali e nel fluido crevicolare gengivale (GCF) di pazienti sani e nei pazienti affetti da parodontite. Si è osservato, però, che la presenza degli herpesvirus, in molti casi, aumenta con l’aumento della gravità della malattia parodontale.

Recentemente, alcune ricerche valutano l’effetto delle terapie parodontali definite di fase 1 sui livelli di herpesvirus nella parodontite cronica. SI è constatato che tale terapia può portare all’eliminazione in breve termine dei virus nei siti malati. ( per terapia di fase 1 si intendono sedute di full mouth o di igiene profonda dei tessuti parodontali )

OBIETTIVI E SCOPI:

Lo studio in oggetto è stato condotto al fine di studiare la prevalenza di HSV-1, HSV-2, CMV e EBV a livello del fluido crevicolare gengivale in tre gruppi di pazienti: sani, con gengivite e con parodontite cronica; il tutto per valutare l’effetto della terapia fase 1 sui pazienti sottoposti al trattamento.

MATERIALI E METODI:

Il Protocollo di studio è stato approvato dal “Institutional Review Board”

Lo studio ha preso in esame 100 pazienti (53 maschi e 47 femmine) di età compresa di 18-60 anni. Di questi 20 sono clinicamente sani, 40 affetti gengiviti e 40 da parodontite cronica

Sono stati esclusi dal test pazienti con una storia di una malattia sistemica, coloro che hanno assunto terapie antibiotiche o sottoposti a qualsiasi forma di trattamento parodontale negli ultimi 6 mesi, donne gravide o in allattamento, fumatori, pazienti in terapia antivirale/immunodepressi.

tutti e tre i gruppi sono valutati allo stato iniziale e a sei settimane dal trattamento. I parametri presi in considerazione per ogni singolo paziente sono: indice di placca, indice gengivale, indice solco sanguinante, profondità di sondaggio e il livello di attacco clinico (calcolato come la distanza dalla giunzione cementizia alla base della tasca parodontale).

I pazienti sono richiamati dopo 1 settimana per la raccolta GCF (fluido crevicolare ). Il GCF è raccolto in un sito casuale nel Gruppo 1 dei soggetti sani; nel sito che mostra l’infiammazione gengivale più importante nel Gruppo 2 (pazienti con gengiviti ); e nel sito con maggior profondità di sondaggio nel Gruppo 3 ( pazienti affetti da parodontite cronica).

Prima del campionamento viene rimossa la placca sopragengivale con del cotone sterile e il sito da prendere in considerazione si isola con rulli di cotone per evitarne la contaminazione salivare; si inseriscono attentamente e delicatamente dei coni sterili nella tasca gengivale o parodontale, evitando accuratamente di sanguinamento.

Per identificare il DNA virale da HSV-1 HSV-2 citomegalovirus umano (HCMV) EBV si applica la tecnica di amplificazione multiplex reazione a catena della polimerasi (PCR)

RISULTATI:

Durante il primo esame si rileva una differenza significativa di presenza di herpesvirus sia confrontando soggetti sani-con gengivite, sia soggetti sani-con parodontite cronica. Si sottolinea anche una disuguaglianza tra pazienti affetti da gengivite e parodontite cronica.

La terapia parodontale di fase I determina una significativa diminuzione del livello di rilevamento degli HSV-1 in pazienti aventi una situazione di gengivite e parodontite cronica. Il livello di rilevamento di CMV si mostra ridotto nei soggetti con parodontite cronica, mentre quello di EBV diminuisce in casi di gengivite e parodontite cronica

DISCUSSIONE:

In situazioni di parodontite cronica o aggressiva, ascessi parodontali o periapicali, e perimplantiti si suggerisce un ruolo eziopatogenetico per l’herpesvirus.

HSV-1 (herpes virus tipo 1) : la prevalenza è significativamente più alta nei pazienti aventi gengivite e parodontite cronica rispetto a quelli sani; osservazioni simili sono state fatte negli studi precedenti. Si dimostra, inoltre, una significativa riduzione dei livelli di herpervirus a seguito delle manovre di igiene orale e questo risultato è in accordo con lo studio di Grenier et al.

HSV-2 (herpes virus tipo 2) : questo è un virus che causa principalmente infezioni ano-genitali; tuttavia, viene recuperato anche dalla cavità orale. Nel presente studio il livello di rilevamento HSV-2 è molto basso in tutti i tre gruppi di studio e la differenza intergruppo significativa. Ciò è in accordo con studi precedenti.

CMV (citomegalovirus) : spesso associato alla malattia parodontale, il virus infetta monociti/macrofagi e linfociti T e la riattivazione del CMV tende ad essere associata alla malattia parodontale progressiva. Diversi studi riportano, infatti, una prevalenza significativamente più alta di CMV nei pazienti affetti da parodontite rispetto quelli sani o con gengivite. La bassa frequenza di CMV in questo studio può essere spiegata dal fatto che è possibile trovare il CMV prevalentemente nel tessuto gengivale piuttosto che in GCF.

EBV (virus di Epstein-Barr) : implicato nella patogenesi di vari tipi di malattie periodontali. Il virus infetta i linfociti B che possono mettere in pericolo la difesa parodontale e predisporre alla crescita eccessiva di batteri patogeni parodontali. I livelli di EBV nel fluido crevicolare gengivale del gruppo 2 e 3 si sono significativamente ridotti al termine delle 6 settimane di trattamento. Questa scoperta indica che la terapia parodontale fase-I, a breve termine, può portare alla riduzione della frequenza EBV da siti parodontali

La prevalenza di HSV-1 e virus EBV in GCF è, quindi, superiore in pazienti affetti da gengivite e parodontite cronica se si confrontano con pazienti sani. Si dimostra, inoltre, che pazienti aventi una co-infezione di due o tre herpesvirus sono esposti maggiormente ad una infiammazione parodontale rispetto ai pazienti aventi un solo o nessun herpesvirus. Infine

In conclusione il rapporto positivo degli herpesvirus rispetto all’aumento della gravità della parodontite sottolinea e fornisce ulteriori prove del ruolo chiave degli herpesvirus nella patogenesi della malattia.

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Revisione Federica Colussi