Home FOCUS ON Case report: Possibile associazione tra Staphylococcus Aureus e Burning Mouth Syndrom.

Case report: Possibile associazione tra Staphylococcus Aureus e Burning Mouth Syndrom.

265
0
CONDIVIDI

 

 

 

La Sindrome della Bocca che Brucia, conosciuta meglio come Burning Mouth Syndrom (BMS) è una condizione di bruciore generalizzato della mucosa orale, che non è accompagnato da alcuna alterazione clinica del tessuto mucoso, ne da condizioni locali o sistemiche , come assunzione di farmaci, o patologie che determinano xerostomia.

Si tratta essenzialmente di una diagnosi di esclusione ed è molto importante sottolineare che la mucosa orale è perfettamente integra in questi pazienti. I valori sulla prevalenza nella popolazione generale sono estremamente variabili nei vari studi, ma si attesta intorno all’ 1 %. Le donne sono molto più colpite rispetto agli uomini. La patologia si presenta con un bruciore generalizzato delle mucose orali,bilateralmente, in particolare la lingua, ma può colpire anche labbra e guance con una certa frequenza e nessuna area è esclusa.

Oltre all’integrità della mucosa, il paziente non deve assumere farmaci che possano determinare bruciore orale per poter fare diagnosi di BMS. L’eziologia è sconosciuta ma sono state formulate diverse ipotesi. Alcuni studi hanno messo in evidenza la presenza di una alterazione a livello delle terminazioni nervose periferiche in questi pazienti, altri hanno trovato un’associazione con l’alterazione dell’arco riflesso tra nervo trigemino e nervo glossofaringeo. É stata presa in considerazione una possibile eziologia ormonale, dato che potrebbe confermare la tendenza della patologia a manifestarsi nelle donne (1,2).

Pochi sono invece gli articoli scientifici che evidenziano una correlazione con alcuni microorganismi virali, batterici e fungini. Tra i microorganismi che più frequentemente si trovano nella cavità orale ricordiamo lo Staphylococcus Aureus. Si tratta di un microrganismo gram + , aerobio o anaerobio facoltativo che può colonizzare la cute, il naso , la cavità orale e può determinare l’insorgenza di malattie sistemiche. Infatti è implicato nella genesi dell’endocardite batterica e di alcuni tipi di osteomielite ed è la seconda causa di batteriemia al mondo (3).

Produce diversi tipi di enzimi, sopratutto proteolitici come metalloproteinasi, endopeptidasi e ialuronidasi che sono responsabili della sua virulenza (3). Studi recenti hanno studiato il comportamento di tale microorganismo in cavità orale, coinvolto nell’etiopatogenesi di diverse patologie orali come cheilite angolare, tasche parodontali, perimplantiti, lesioni cariose, periodontiti (4).

L’obiettivo del presente case report è quello di descrivere un caso di BMS in una paziente sottoposta ad esame microbiologico orale che metteva in evidenza la presenza di alti livelli di Staphylococcus Aureus.

Case report:

Una paziente di sesso femminile di 55 anni si presenta alla nostra osservazione per la presenza di un bruciore diffuso su palato, mucosa alveolare superiore e lingua. Ad un esame anamnestico riporta una allergia ad un farmaco, il cefixoral , e nessun problema di salute generale, fumatrice (meno di 10 sigarette al giorno).

Viene effettuata una visita con esame clinico intraorale, vengono eseguite esami radiografici come OPT ed endorali, per escludere che si potesse trattare di un problema ad eziologia dentale.

Le caratteristiche sintomatologiche, bruciore diffuso che si esacerba la sera, attenuato dall’assunzione di cibo, e l’assenza di lesioni dentali e parodontali ci fanno propendere per una diagnosi di sindrome della bocca che brucia. Si decide di effettuare degli accertamenti diagnostici più approfonditi, andando a valutare la presenza di alcuni microorganismi specifici e i polimorfismi dell’interleuchina 1, indice di infiammazione. Il test viene effettuato mediante brushing sulle mucose orali , che vengono asciugate con siringa ad aria, eseguito con movimenti rotatori del brush per la durata di 2 minuti.

Il materiale intrappolato nel brush viene analizzato tramite PCR (polymerase chain reaction) per valutare i polimorfismi dell’interleuchina 1. Questo test consente la caratterizzazione dei polimorfismi in posizione 889 del gene umano dell’ interleuchina 1 A, in posizione +3953 del gene umano interleuchina 1 B ed in posizione +2018 del gene umano antagonista del recettore dell’interleuchina 1 (IL-1RN).

Il metodo consiste nell’intercettare le regioni dei geni dove sono localizzate le mutazioni da analizzare e queste sono state moltiplicate mediante multiplex PCR. I prodotti amplificati sono stati analizzati con reverse dot-blot. La presenza o l’assenza della mutazione viene determinata mediante ibridizzazione inversa: sequenze geniche amplificate ibridano in maniera allele specifica a sonde oligonucleotidiche legate ad una membrana.

Tali polimorfismi sono connessi con la capacità del paziente di interrompere il processo infiammatorio una volta cessato lo stimolo che lo ha innescato. I risultati che il laboratorio ci invia inseriscono il paziente in 4 categorie: A,B,C,D., a seconda che si tratti rispettivamente di : normale risposta infiammatoria; lieve alterazione della risposta infiammatoria; alterazione moderata della risposta infiammatoria; grave alterazione della risposta infiammatoria. Dal materiale prelevato col brush è stato inoltre analizzata l’eventuale presenza di 5 specie di Candida ( Albicans, Glabrata, Krusei, Tropicalis, Parapsilosis) mediante la rilevazione del DNA fungino con metodica Real Time PCR e la presenza di eventuali patogeni gram + e gram -.

L’analisi dei polimorfismi dell’IL 1A, IL1B, IL 1RN, non ha dato risultati di alterazione di queste interleuchine, il paziente veniva inserito nella categoria A, cioè con normale interruzione del processo infiammatorio dopo cessazione dello stimolo. Nessuna specie di Candida è stata riscontrata, mentre è stata trovata la presenza di Staphilococcus aureus.

Discussione.

Questo dato in particolare è degno, a nostro avviso di considerazione. Infatti non è mai stata posta una ipotesi di infezione batterica da Staphylococcus Aureus all’origine della BMS. L’eziologia della BMS, come già è stato accennato, non è ancora chiara, diverse ipotesi sono state formulate. Sembra che sia fortemente connessa con disturbi del sistema nervoso.

Alla base potrebbe esserci una alterazione della percezione del segnale a livello trigeminale, in particolare alterazione dell’arco riflesso tra trigemino e nervo facciale; oppure può esserci un problema nella ricezione del segnale a livello del sistema nervoso centrale. Recenti studi hanno messo in correlazione la presenza dell’alterazione della sensibilità gustativa nella BMS con la presenza di una alterazione nella trasmissione nervosa della corda del timpano e del nervo glossofaringeo (1,2).

È stata ipotizzata anche una alterazione nella perfusione ematica, processi infiammatori e lo stress che potrebbe indurre un aumento della concentrazione di steroidi a livello delle mucose (1).

Negli ultimi anni alcuni lavori in letteratura hanno messo in evidenza la correlazione tra BMS e infezioni virali. In particolare in un lavoro vengono descritti due casi , di due donne di 61 e 63 anni, dove è stata riscontrata l’associazione a livello ematico di alti livelli di VZV e di IgM (5), e dove il dolore a livello orale regrediva dopo somministrazione di farmaci antivirali. In un altro caso interessante, è stata trovata una correlazione con HSV tipo 1.

La paziente non presentava alcuna lesione orale ma a livello salivare è stata trovata la presenza di HSV 1(6). Le era stata somministrata una terapia con valaciclovir sistemico e si era assistito alla regressione totale della sintomatologia. In un altro studio è emersa invece una maggiore diffusione dell’Helicobacter pylori tra i pazienti con BMS, rispetto ai pazienti con patologie orali quali glossite migrante e atrofia linguale (7).

Alcuni lavori hanno anche preso in considerazione la connessione con alcune specie di Candida, ed in particolare in uno di questi è stata trovata una maggiore carica fungina di Candida Glabrata nella saliva dei pazienti con BMS (8). Tuttavia non sono stati ancora documentati casi di infezione da Staphilococcus Aureus in paziente con BMS. Lo S. Aureus è coinvolto nella genesi di diverse patologie sistemiche, tra cui ricordiamo, oltre a quelle già citate malattie cardiovascolari come l’insufficienza cardiaca cronica (9), il lupus eritematoso sistemico e problemi renali (10,11), senza dimenticare che è anche uno dei microorganismi responsabili delle parodontopatie (12).

In uno di questi studi infatti sono stati presi in esame 84 pazienti con Lupus Eritematoso Sistemico, e sono stati sottoposti ad una analisi con dei tamponi nasali per verificare la presenza di Staphilococcus Aureus. Si è notato che rispetto al gruppo controllo si aveva una maggiore tendenza alla colonizzazione con Staphilococcus, ma il dato interessante è che i pazienti positivi al microorganismo avevano complicanze renali molto più severe rispetto agli altri pazienti con Lupus Sistemico che erano però negativi allo Staphilococcus. Inoltre, anche se le differenze non risultano statisticamente significative, i pazienti con Lupus Sistemico positivi presentavano un numero superiore di lesioni cutanee (9). In un altro studio è emerso che su un campione di oltre 2600 pazienti cha avevano contratto batteriemia da Staphilococcus, quasi 400 avevano sviluppato insufficienza cardiaca cronica (10).

Tutto ciò evidenzia sempre di più le connessioni tra il microbioma orale e le patologie sistemiche, spingendoci a riflettere sull’importanza di indagare le possibili eziologie batteriche, virali e fungine di molte patologie orali e sistemiche. Questo case report si propone di fornire un punto di partenza per la valutazione della popolazione microbiologica orale nei pazienti con BMS, una patologia in aumento , molto spesso sottovalutata che ha condotto in alcuni casi al suicidio. Ulteriori studi potrebbero essere svolti per ricercare eventuali correlazioni tra lo Staphylococcus Aureus e altri batteri con la BMS, nella speranza di poter fare luce sui fattori eziologici di questa patologia con la finalità di trovare una cura adeguata per questi pazienti, con metodi moderni, efficaci e sopratutto non invasivi.

Autrice case report Dr.ssa Cinzia Casu.

Bibliografia:

  1. Nasri Heir C , Zagury JG, Thomas D, Anathan S. Burning mouth syndrome: Current concepts. Indian Prosthodontic Soc.2015 Oct-Dec;15(4):300-7
  2. Klasser GD , Grushka M, Su N. Burning Mouth Syndrome. Oral Maxillofacial Surg Clin North Am. 2016 Aug;28(3):381-96.
  3. Reddy PN , Srirama K , Dirisala VR. An Update on Clinical Burden, Diagnostic Tools,and Therapeutic Options of Staphylococcus aureus. Infect Dis (Auckl) 2017 May 22;10:1179916117703999.
  4. Abderrahmen Merghni , Mouna Ben Nejma , Imen Helali , Hajer Hentati, Antonino Bongiovanni , Frank Lafont , Mahjoub Aouni , Maha Mastouri. Assessment of adhesion, invasion and cytotoxicity potential of oral Staphylococcus aureus strains.. Microbial Pathogenesis xxx (2015).
  5. Nagel MA, Gilden D. Burning mouth syndrome associated with varicella zoster virus. BMJ Case Rep. 2016 Jul 5;2016.
  6. Nagel MA, Choe A, Traktinsky I, Gilden D. Burning mouth syndrome due to herpes simplex virus type 1. BMJ Case Rep. 2015 Apr 1;2015.
  7. Gall-Troselj K, Mravak-Stipetić M, Jurak I, Ragland WL, Pavelić J.Helicobacter pylori colonization of tongue mucosa–increased incidence inatrophic glossitis and burning mouth syndrome (BMS).J Oral Pathol Med. 2001 Oct;30(9):560-3.
  8. Chen Q, Samaranayake LP. Growth of the fungal pathogen Candida in parotid saliva of patients with burning mouth syndrome. Microbios. 2000;102(401):45-52.
  9. Jesper Smit, Kasper Adelborg, Reimar Wernich Thomsen, Mette Søgaard and Henrik Carl Schønheyder. Chronic heart failure and mortality in patients with community-acquired Staphylococcus aureus bacteremia: a population-based cohort study.BMC Infectious Diseases (2016) 16:227
  10. Fabrizio Conti, Fulvia Ceccarelli, Giancarlo Iaiani, Carlo Perricone, Alessandra Giordano, Luigino Amori, et al. Association between Staphylococcus aureus nasal carriage and disease phenotype in patients affected by systemic lupus erythematosus. Arthritis Research & Therapy (2016) 18:177
  11. Kromblicher A, Kershbaum J, Mayer G.The Influence and Role of Microbial Factors in Autoimmune Kidney Diseases: A Systematic Review. J Immunol Res. 2015;2015:858027.
  12. Ana Paula Vieira Colombo, Clarissa Bichara Magalh~aes , Fatima Aparecida Rocha Resende Hartenbach , Renata Martins do Souto , Carina Maciel da Silva-Boghossian. Periodontal-disease-associated biofilm: A reservoir for pathogens of medical importance. Microbial Pathogenesis 94 (2016) 27e34