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Trattamento con Terapia Enzimatica Sistemica: Caso ClinicoTrattamento con Terapia Enzimatica Sistemica: Caso Clinico

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Trattamento con Terapia Enzimatica Sistemica: Caso Clinico

Autori: S. Sarri*, G. Bellocchio**, R.Scaringi***

* Igienista dentale, ** odontoiatra, *** medico chirurgo

Corrispondenza: stefano.sarri@libero.it, dott.bellocchio@libero.it. info@riccardoscaringi.com.

Abstract:

Scopo: Al fine di attestare gli effetti di un integratore a base di enzimi abbiamo documentato un caso clinico trattato con terapia enzimatica sistemica (TES). Le formulazioni a base di enzimi proteolitici, oltre ad accelerare il decorso dell’infiammazione, sono in grado di ridurre il gonfiore e il dolore, in quanto interviene attivamente nei sistemi di difesa biologici per ristabilire un equilibrio fisiologico.

Materiali e metodi Abbiamo utilizzato un prodotto a base enzimatica contenente Bromelina, Papaina, Tripsina e Chimotripsina,(TES) sono enzimi proteolitici, ad alta efficacia e ampio spettro di applicazione.

Risultati I risultati ottenuti mostrano chiaramente dei netti miglioramenti, tenendo conto di indice come il Sulcus Bleeding Index (SBI), riscontrabili con l'ausilio solo della TES.

Conclusioni La TES si è dimostrata efficace nella riduzione dell’infiammazione, la sua versatilità di somministrazione e la sua totale assenza di effetti collaterali pongono la TES ai vertici di utilizzo nelle terapie antinfiammatorie.

 Parole chiave: infiammazione, terapia enzimatica sistemica, cavità orale

Keywords: inflammation, systemic enzyme therapy, oral cavity, Periodontal disease.

1) Introduzione

L'uso di antinfiammatori per via sistemica, dopo le terapie di igiene orale nel caso di gengivite, potrebbe apparire eccessivo rispetto ad un corretto controllo della placca. La prolungata somministrazione sistemica di antinfiammatori tipo FANS o steroidei condurrebbe a noti e documentati effetti indesiderati. I danni alla mucosa del tratto gastrointestinale, nefrotossicità, broncospasmo, eruzioni cutanee)(1) costituiscono esempi descritti e non infrequenti. La scelta alternativa d’elezione potrebbe ricadere su una terapia enzimatica, priva di controindicazioni (ad eccezione dei pazienti in cura con coumadin, warfarin, derivato dalla cumarina composto di origine vegetale). I prodotti a base enzimatica hanno anche il vantaggio di essere registrati e disponibili in Italia come integratori.

2) La terapia enzimatica

Formulazioni a base di enzimi proteolitici, oltre ad accelerare il decorso dell’infiammazione, sono in grado di ridurre il gonfiore e il dolore, in quanto interviene attivamente nei sistemi di difesa biologici per ristabilire un equilibrio fisiologico. Bromelina, Papaina, Tripsina e Chimotripsina, sono enzimi proteolitici, ad alta efficacia e ampio spettro di applicazione, comunemente presenti in queste miscele; agiscono in sinergia in modo da regolare il sistema immunitario, ristabilire le condizioni ideali per contrastare l’infiammazione dei tessuti innescando le seguenti azioni: antinfiammatoria, detumescente naturale e modulante del pool delle citochine espresse in seguito a fenomeni pro-infiammatori, facilitano e accelerano il fisiologico ripristino nei processi acuti infiammatori, migliorano, alleviano e infine eliminano gli effetti dei mediatori dell’infiammazione sovraespressi (2).

L’infiammazione è la risposta di un sistema, nel momento in cui viene sottoposto ad uno stress di qualunque natura e prevede due fasi ben distinte, ma complementari tra loro:

1) fase di contrazione, caratterizzata da vasocostrizione ed aumento della componente ortosimpatica, cioè adrenalina e noradrenalina, seguita da una fase di adeguamento con secrezione di cortisolo e ritenzione idrica               (vd Sindrome Generale di Adattamento di H. Seyle).

2) fase di vasodilatazione, in cui l’organismo permette di apportare una serie di prodotti, quali interleuchine, macrofagi, anticorpi nella zona interessata, che sono deputati ad eliminare gli agenti aggressori: qui si decide la fase di riparazione, che se adeguatamente nutrita permette al sistema di ricostituirsi senza perdita di materia. L’utilizzo quindi in questa delicata fase di prodotti che nutrano gli organi interessati, piuttosto che l’uso indiscriminato di farmaci che “risolvano” il sintomo, diventa di importanza fondamentale.(3)

Il caso clinico di seguito riportato è solo un esempio della pratica terapeutica da noi quotidianamente applicata.

Il Team odontoiatrico teso alla miglior risoluzione del caso, deve intervenire sinergicamente. Ogni operatore ha il compito di risolvere le problematiche di sua competenza affinchè il professionista possa applicare, senza intralci, la propria competenza terapeutica, per riportare, nei limiti del possibile, il paziente verso l'omeostasi.

La scelta di trattare i pazienti con la TES (terapia enzimatica sistemica) è stata dettata dalla pressochè totale assenza di effetti collaterali. Il farmaco denota effetti antagonisti e di incompatibilità in pazienti trattati con derivati cumarinici.

La selezione della TES presenta indubbi vantaggi per pazienti con condizioni di morbilità del tratto gastro intestinale, impossibilitati all’uso prolungato di FANS e/o FAS e per soggetti in cui la condizione infiammatoria sia protratta per almeno 14 gg denotando aspetti di cronicità stabilizzata e conclamata.

 

3) Caso clinico

Paziente maschio di anni 41 si presenta in studio per seduta di igiene semestrale con indice di placca 100%, SBI (Sulcus Bleeding Index) pari a 4 . Viene eseguita rimozione della placca con glicina, abt, scailing, smacchiamento con air-polishing, lucidatura, rinforzo alla motivazione. Consigliamo un collutorio fitoterapico a base di Propolis extract, Plantago lanceolata extract (TM), Salvia officinalis extract (TM) Pimpinella anisum OE, Salvia officinalis OE, Eugenia caryophyllus OE, Commiphora myrrha OE, Pistacia lentiscus OE. Fissiamo un controllo a 14 giorni.

Alla visita il paziente si ripresenta con 2 siti sanguinanti (foto. 1) decidiamo di effettuare un perio polishing mediato con polvere glicina precipitata (Glycine powder air polishing – GPAP), intervenire con TES e rivedere il paziente dopo 4 settimane di terapia.(foto iniziale)

3.1) Materiali e metodi

Durante le 4 settimane di terapia consigliamo al paziente di eseguire una normale igiene orale domiciliare ma di sospendere gli sciacqui serali col collutorio, per non alterare il risultato della sola TES.

Il prodotto utilizzato è registrato come integratore (Wobenzym Vital) i cui componenti sono: Enzimi Bromelina , Papaina, Tripsina, Chimotripsina.

Bioflavonoidi estratto di vinacciolo ( vitis vinifera semi) e quercitina.

Vitamine C, D, E,

Forma farmaceutica: compresse.

 

3.1.1) Terapia: Prima settimana 4 compresse 2 volte al dì per sette giorni, le tre settimane successive 2 compresse 2 volte al dì, (è necessario assumere il prodotto con abbondante acqua, almeno 45 minuti prima o almeno 90 minuti dopo i pasti senza masticare o rompere la compressa rivestita).

Analizziamo i componenti dell'integratore utilizzato.

3.1.2) Enzimi

Bromelina: enzima vegetale estratto dal corpo centrale del frutto dell'ananas (4), In quanto enzima proteolitico, la Bromelina è utilizzata nelle dispepsie, spesso in associazione con estratti pancreatici, ma il suo utilizzo principale è come antiinfiammatorio ed antiedematoso. probabilmente la Bromelina, per interazione con la lipossigenasi, determina un aumento della formazione di plasmina, che ha attività fibrinolitica ossia è capace di scindere la fibrina impedendo o riducendo la formazione dell'edema localizzato.

La plasmina, inoltre, riduce la sintesi di prostaglandine pro-infiammatorie e stimola la formazione di prostaglandina E1, un fattore inibitorio dell'infiammazione.

Papaina: enzima vegetale estratto dalla papaia (5) proteolitico, appartenente alla classe delle idrolasi, che si estrae dal frutto immaturo della papaia. Questo enzima interviene nella degradazione degli immunocomplessi circolanti fortemente coinvolti nei processi infiammatori e allergici.

Tripsina: è un enzima animale, appartenente alla classe delle idrolasi, catalizza il taglio proteolitico con specificità per l'arginina e la lisina. È prodotta dal pancreas sotto forma di tripsinogeno inattivo, che viene quindi secreto nell'intestino tenue dove viene attivato e trasformato in tripsina per mezzo di un taglio proteolitico operato dall'enzima enteropeptidasi.

Chimotripsina: Enzima pancreatico che agisce nella digestione intestinale delle proteine alimentari. Secreto in forma inattiva (chimotripsinogeno), viene attivato dalla tripsina; nell’intestino scinde le molecole proteiche, che hanno già subito l’attacco della pepsina del succo gastrico, in peptidi che possono poi essere idrolizzati ad amminoacidi dagli altri enzimi presenti nel tratto intestinale. (6)

 

3.1.3) Bioflavonoidi

Vinacciolo vitis vinifera semi: Costituenti principali sono Polifenoli e antocianisidi, attività principali: vasoprotettrici; astringenti; antispasmodiche; decongestionanti pelviche; nutritive, emollienti, lubrificanti, veicolanti.(7)

Quercitina: Si tratta di uno dei flavonoidi più comuni in quanto è isolabile da numerose specie vegetali, tra cui anche i semi di vinacciolo. È considerato un inibitore naturale di vari enzimi intracellulari come la fosfolipasi A2. La Fosfolipasi A2, abbreviata in PLA2, è un enzima che permette il rilascio di acidi grassi dal secondo gruppo carbonioso dei gliceroli.

Nello specifico, la PLA2 riconosce il legame sn-2 acil dei fosfolipidi e ne induce la catalisi idrolitica rilasciando acido arachidonico e lisofosfolipidi permettendo l'inizio della cascata dell'acido arachidonico, che viene poi trasformato in prostaglandine, coinvolte nell'infiammazione.

3.1.4) Vitamine

 Vitamina C. La sua funzione biologica è importantissima nei processi di ossidazione.

Essa fluidifica il sangue, regola il tasso di colesterolo, partecipa all’utilizzazione

del ferro, è antiemorragica. È inoltre attivatrice del sistema endocrino,

in quanto agisce su tutte queste ghiandole; è antiseptica, rinforzante di tutti i

vasi del sistema circolatorio del sangue e della linfa. La sua carenza determina emorragie dei capillari, mancanza di resistenza al lavoro e alle fatiche sia fisiche che intellettuali; facilita la predisposizione agli stati influenzali; predispone l’organismo all’arteriosclerosi, alle artriti, al reumatismo, agli edemi. La sua carenza concorre inoltre alla decalcificazione delle ossa. (8)

Vitamina D. Legata al metabolismo del calcio e del fosforo, in forma attiva ne aumenta l'assorbimento. Studi recenti (9) hanno suggerito che la vitamina D potrebbe avere un ruolo nella regolazione della risposta immunitaria di tipo innato contro gli agenti microbici.

Vitamina E. Ha un ruolo importante, quale fattore antiossidante, nella prevenzione dell’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, evento chiave nello sviluppo del processo di perossidazione lipidica, tale evento, scatenato dall’azione di radicali liberi. Interviene nel metabolismo degli acidi nucleici e in diversi sistemi enzimatici che coinvolgono processi di ossidoriduzione.(10)

4) Risultati

Dopo quattro settimane il paziente si presenta alla nostra attenzione. Ad un esame visivo la mucosa appare meno edematosa in generale ( vedi foto) di colorito rosa. Viene eseguito il sondaggio sui due siti sanguinanti e su nessuno di questi si rileva alcun tipo di sanguinamento ( vedi foto 1b) quindi un Sulcus Bleeding Index (SBI=0) , la mucosa appare più rosa e tonica in maniera evidente sulla papilla incisale (foto 1b). Non vi è differenza tra l'indice di placca di inizio terapia e quello a integrazione terminata.

5) Discussione e conclusione

Nel caso clinico riportato, ma in generale nella nostra pratica clinica quotidiana, la TES si è dimostrata efficace. Scevra da controindicazioni particolari (tranne nei pazienti in trattamento con derivati del dicumarolo) si può e si deve protrarre per almeno 10 giorni e nel caso specifico, tranquillamente, per 28 giorni. Ben tollerata, considerando che non ha in se tutte le controindicazione tipiche degli antinfiammatori tipo Fans o steroidei, é positivamente accettata dal paziente che si sottopone volentieri al trattamento di integrazione (farmacologico). Dal punto di vista odontoiatrico le miscele enzimatiche si propongono come utile presidio terapeutico sia nel caso in cui l’infiammazione sia derivata da manifestazioni patologiche proprie della cavità orale, di cui spesso rappresentano il principale se non l’unico aspetto fisiopatologico e clinico, sia nel caso in cui essa sia conseguenza di terapie operative tanto di tipo chirurgico e quindi francamente invasive (interventi di chirurgia orale e/o parodontale, avulsioni, implantologia), quanto di terapie di tipo conservativo (endodonzia).

E’ altresì opportuno tenere presente che la terapia enzimatica sistemica, in quanto terapia ponderale di regolazione, è associabile in ogni caso a qualsiasi tipo di cura di tipo farmacologico impiegata come sostegno in corso di terapia odontoiatrica: questa sua flessibilità terapeutica consente all’operatore di inserirla in ogni situazione in cui si richieda una terapia di controllo dell’infiammazione sia, come già ricordato, come manifestazione patologica spontanea sia come esito di interventi clinici.

Le terapie farmacologiche disponibili ad oggi sono molteplici, la scelta nell'uso di esse è opzionabile dal professionista. La scelta da noi effettuata trova riscontro nelle caratteristiche peculiari del prodotto, nella sua assoluta sicurezza di utilizzo nonchè nella farmacodinamica e farmacocinetica dei suoi principi attivi. La terapia enzimatica sistemica che rientra nella nostra pratica clinica ormai da tempo ci ha sempre dato risultato terapeutico positivo.

Per l’igienista la considerazione ulteriore è che il prodotto è registrato come integratore alimentare quindi consigliabile su indicazione dal dottore in igiene orale.

Anche nel caso clinico che abbiamo illustrato la terapia si è dimostrata efficace assolutamente ben tollerata. L'illustrazione del caso porterà i lettori a conoscenza di questa ancora poco usata terapia.

 

Foto 1                                         

  Bibliografia

1) M.J. Neal "Farmacologia in uno sguardo" seconda edizione Enzo grana editore pag 67

2)Steffen C, Menzel J, Smolen J. Intestinal resorption with 3H labeled enzyme mixture (wobenzyme). Acta Med Austriaca. 1979;6(1):13-8.

3) F. Avaldi, S. Sarri "Medicina alternativa e odontoiatria" doctorOs n°8 ottobre 2012 ariesdue edizioni pag 975

4) L. Costacurta "La nuova dietetica" edizioni di medicina naturale di Baccichetti Fanny &C. S. n.c. pag 90

5) L. Costacurta "La nuova dietetica" edizioni di medicina naturale di Baccichetti Fanny &C. S. n.c. pag 141

6) Enciclopedia Italiana Treccani .it " dizionario di medicina anno 2010"

7) Enrica Campanini, "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali" II edizione, Ed. Tecniche nuove, Milano 1998, pag.601

8) S. Sarri," Fitoterapia in igiene orale e odontoiatria". Carimate (Co) 2009 Ariesdue srl pag.

9) Cutting edge: 1,25-dihydroxyvitamin D3 is a direct inducer of antimicrobial peptide gene expression.

Wang TT, Nestel FP, Bourdeau V, Nagai Y, Wang Q, Liao J, Tavera-Mendoza L, Lin R, Hanrahan JW, Mader S, White JH. Source Department of Physiology, McGill University, Montreal, Quebec, Canada. Pabmed

10) Maurizio Pedretti "Chimica e farmacologia delle piante medicinali" erboristeria domani libri Milano 1983 pag.90