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Oral Health: L’importanza della prevenzione precoce

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Oral Health: L’importanza della prevenzione precoce

 

 

Oral Health: L’importanza della prevenzione precoce

Dr.ssa Francesca Romana Nardelli

Chi ben comincia é a metà dell’opera, come suggeriva Aristotele. La prevenzione riveste oggi un aspetto di imprescinbile importanza. Le evidenze della sua efficacia sono denotabili nell’analisi statistico/epidemiologica di patologie del cavo orale come carie, ascessi, fratture dentali da carie, alitosi, gengiviti, parodontopatie etc . (SIDP 2016) Esse non comportano problemi e sofferenza confinati solo alla bocca, ma ormai tutti sappiamo che alimentano o causano patologie o stati infiammatori anche in organi distanti dalla sede d’origine (cuore, articolazioni, etc) e possono peggiorare la prognosi di alcune malattie sistemiche come il diabete e l’Alzheimer. A oggi l’80% della popolazione Europea è portatrice di malattia parodontale non curata (dati SIDP 2017). Per le nuove generazioni sarà fondamentale agire in tempi adeguati contestualizzando e razionalizzando la prevenzione primaria. Governi ed enti di controllo della salute pubblica eruopea non sono indifferenti a tali importanti e necessarie modifiche. Le nuove linee guida del Ministero della Salute introdotte a Settembre 2017, denominate Raccomandazioni cliniche odontostomatologiche, si allineano a tali metodiche di approccio clinico in decisa espansione.

Il primo dato che stupisce è che in tutta Europa si è ridotta drasticamente la patologia cariosa ,ma non in Italia. I bambini hanno una prevalenza di carie del 22% a 4 anni, e del 44% a 12 anni.

La motivazione di tale importante e sconcertante dato può essere reperita nella effettiva assenza di efficaci programmi di informazione, formazione e prevenzione pubblica strutturati nelle scuole, oltre ad effettive carenze del servizio di odontoiatria infantile pubblico deputato a questa funzione.

L’importanza della prevenzione dei fenomeni cariosi nella scuola primaria denota la sua importanza per diversi aspetti.

Le carie nei denti decidui evolve e si approfondisce molto velocemente, dato lo spessore esiguo dello smalto rispetto a quello di un dente permanente.

La presenza di carie porta ad alterazione del microbioma della bocca. In uno studio presentato dall’ American Association for dental Research (AADR) è stato analizzato il genoma dei batteri del biofilm sopragengivale in 118 bambini tra i 3 ed i 5 anni con o senza carie precoce. L’analisi del DNA ha messo in evidenza 85 generi di batteri e 201 specie diverse. La composizione batterica è risultata molto variabile nelle bocche dei piccoli pazienti

A)senza carie

B)con carie curate

  1. C) con carie non curate.

Il gruppo A) mostrava una predominanza di Streptococcus intermedius, Capnocytophaga il B) Actinomyces odontolyticus, Streptococcus Australis, ed infine il C) Streptococcus Mutans. Questo dato ci conferma che una parte della colonizzazione batterica è causata da passaggio diretto con i batteri dai genitori, infatti alcuni ceppi erano presenti nella saliva di questi. Vi sono anche cause ambientali come effetto della condivisione e contatti con altri individui, la predisposizione soggettiva o cariorecettività e ovviamente l’ alimentazione ricca di carboidrati fermentabili.

Carie che insorgono in età precoce ( età inferiore ai 5 anni) come le ECC (Early Chilhood Caries) portano dolore, ascessi, fistole, febbre, difficoltà a bere e mangiare a cui si associa una compromissione dello stato di salute generale del bambino che tenderà a disidratarsi ed ipoalimentarsi. Inoltre le ripetute terapie antinfiammatorie, antidolorifiche e antibiotiche somministrate tenderanno ad indebolirlo ulteriormente, senza considerare l’aumento delle resistenze batteriche indotte.

Non è possibile discernere la componente estetica/psicologica conseguente a tali importanti complicanze funzionali per distruzione/perdita dei denti frontali, perdita di autostima, fonetica difficoltosa e alterazioni ortognatodontiche.

Le complicanze muscolo scheletriche sono prioritariamente dovute a dimensione ridotta dell’arcata dentaria in senso vestibolo/distale, riduzione della dimensione verticale, perdita guida anteriore, alterazioni funzionali per compromissione della cinetica mandibolare e della deglutizione.

Il dolore riveste un aspetto fondamentale. Il pediatra in primis, l’odontoiatra, l’ortodontista e l’igienista sono le figure di riferimento per il raggiungimento dell’analgesia e della sua prevenzione da perseguire come focus univoco a tutte le età, cercando di stimolare la compliance o partecipazione al trattamento. Solo la consapevolezza e l’ informazione stimolano il paziente a modificare le proprie abitudini. Tale finalità, come noto, è uno degli aspetti più difficili da realizzare. Fare capire in prima visita l’importanza del mantenimento di una bocca sana, dedicando il giusto tempo ed energia, è un investimento ed un modo per fidelizzare il paziente e fornire un servizio di imprescindibile qualità .

Il paziente pediatrico spesso non è in grado di quantificare l’intensità della sua sofferenza. Un valido sostegno è rivestito dalle scale di misurazione visive come la scala del dolore Flacc che viene usata per bimbi al di sotto dei 3 anni o con disabilità psichiche. Si basa sull’osservazione del viso, dei movimenti delle gambe, del corpo e del tipo di pianto (consolabile, inconsolabile). Per pazienti più grandi, dai 3/8 anni e bimbi con disabilità psichiche, è possibile avvalersi della scala di Wong- Baker che attraverso dei volti stilizzati può facilitare il bimbo ad esprimere in modo più veritiero e quantificabile il proprio dolore. Da circa 8 anni in poi si può usare la scala VAS (Visual Analog Scale) per una definizione dettagliata del tipo ed intensità di dolore.

Oltre alle già riportate cause di alterazione del microbioma, come la colonizzazione batterica da genitori in particolare madre, contatti con coetanei portatori a loro volta, predisposizione soggettiva, scarsa igiene orale, esposizione a cibi cariogeni, nuove ipotesi sono al vaglio degli autori in letteratura.
Alcuni studi si stanno concentrando sull’allattamento a richiesta prolungato ma soprattutto notturno. L’allattamento di per sé è assolutamente auspicabile non solo per il rapporto madre/figlio ma anche perché il latte materno rappresenta il pasto completo per il bimbo fino a 6/8 mesi. Dopo questo periodo anche le linee guida Ministeriali consigliano l’introduzione di altri alimenti che comincino a differenziare la dieta . L’allattamento è consigliato al massino fino ai 2 anni . Il problema è rappresentato su un soggetto predisposto, da ripetuti piccoli frequenti pasti notturni . Durante la notte il flusso salivare è fortemente ridotto e con lui gli enzimi protettori e le sostanze che svolgono una funzione protettiva. Sappiamo che il latte materno contiene uno zucchero che è il lattosio in una percentuale del 5.7% nel primo anno di allattamento. Inoltre, secondo la curva di Stephan, dopo l’assunzione di zuccheri anche in minima quantità il pH della saliva decresce nel giro di un minuto stabilizzandosi per tempi che variano da circa 30 minuti a 1 ora . Bisognerebbe quindi insegnare alle neo madri che l’apporto frequente di latte induce un pericoloso decremento e successiva stabilizzazione negativa del pH critico (che oscilla tra 5,6 e 5,2). Questo meccanismo di demineralizzazione può prevalere sulla seguente e rallentata remineralizzazione . Viene così favorita la proliferazione di carie che evolvono molto velocemente partendo dai settori anteriori e diffondendosi ai molari decidui. La crescita di una flora batterica cariogena può predisporre il piccolo paziente a nuove lesioni cariose anche dopo il ripristino della salute orale. E’ soprattutto nel mantenimento con igiene, fluoroprofilassi, sigillature dei molari e richiami periodici che le potenzialità delle manovre preventive possono essere acclarabili e validate nel medio e lungo termine. Il working team accentrato sull’inscindibile duo odontoiatria-igienista ed esteso ad ognuna delle figure cliniche odontoiatriche è rivolto ad evidenziare l’importanza del raggiungimento e mantenimento della salute generale.

Tali nuove visioni professionali, etiche e cliniche richiedono grande energia e coinvolgimento anche del pediatra e di altre figure mediche con cui dobbiamo relazionarci per valorizzare il percorso con il paziente e la sua famiglia. La nostra passione, deontologia, professionalità non potrà che essere ricompensata per l’immenso lavoro fatto che si manifesterà anche sul futuro dell’individuo in crescita in termini di buone abitudini e attenzione alla propria salute generale.

 

 

-A.Ingemansonn et all, Dentin caries risk indicators in 1 years old

-Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia ,Ministero della salute 2017

-K. Divaris et all, 47 Meeting Annuale American Associationfor dental Research

-L.Paglia ,Does breastfeeding increase risk of early childhood caries? Eur J.Peditr Dent 2015

- Ribeiro NM,et all , Breastfeeding and early childhood caries: a critical review.Jornal de Pediatria 2004

-Swannel et all.,Some words hurt more than other: Semantic activation of pain, Journal of pain 2016

-D.Wong-C.Baker ,Pain in Children,Pediatric Nursing 1988

 

-Dental Pain in Children 2002,dental source .org

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